L' Ambiente

Geografia, orografia, clima e aspetti agronomici

La Valle d’Aosta rappresenta, nel cuore della catena alpina, un’enclave protetta dalle perturbazioni che interessano le Alpi esterne. Il clima è continentale e la scarsità delle precipitazioni favorisce la luminosità e, di conseguenza, il rapido aumento delle temperature nella stagione calda; le escursioni termiche sono comunque piuttosto forti. In una regione orograficamente complessa non c’è però un'unica tipologia climatica, ma più microclimi diversi a seconda delle quote altimetriche e dei vari settori di valle. I massicci esterni sono costituiti da rocce cristalline, ma abbondano anche le rocce metamorfiche (soprattutto calcescisti e rocce verdi). Circa un terzo della superficie totale è occupato da prati permanenti e da pascoli d’alpeggio, che si spingono fino a 3000 m di altitudine.
profilo altimetrico della Valle D' Aosta
suddivisione agricola della VDA
Così come tutti i settori della nostra società, anche il tessuto agricolo e rurale valdostano ha subìto profonde trasformazioni. La maggior parte dei seminativi è stata abbandonata, cedendo il terreno ai prati permanenti, destinati al foraggiamento del bestiame. Il numero delle aziende agricole si è di molto ridotto, ma il carico regionale di bestiame non è calato di pari passo, poiché la dimensione media degli allevamenti si è ampliata. Gestire aziende più grandi significa affrontare una maggiore complessità organizzativa e, in presenza di un patrimonio fondiario frammentato e dispersivo, si traduce nell’impossibilità di adottare le stesse pratiche agricole su tutte le parcelle coltivate. La varietà nella fertilizzazione e nella frequenza di sfalcio o di pascolamento, unitamente alle differenze di quota, esposizione e inclinazione contribuiscono a spiegare l’eterogeneità della vegetazione dei prati e dei pascoli valdostani.
Si ritrovano, in Valle d’Aosta, una dozzina di tipi di prati permanenti, che differiscono per la composizione botanica, per le potenzialità produttive, per la variazione della qualità dell’erba nel corso della stagione vegetativa. Questi diversi prati sono uno degli elementi centrali della ricchezza biologica ed ambientale della Regione e, con le loro diverse fioriture, partecipano nel disegnare un mosaico variegato di colori sui versanti e nel fondovalle.
 
Da studi condotti sui prati valdostani sono state individuate quasi 150 diverse specie di pianti, di cui 31 graminacee e 15 leguminose (Roumet et al., 1999). Tra le graminacee più diffuse troviamo l’avena altissima, l’erba mazzolina, la fienarola e diverse festuche, tra le leguminose abbondano il trifoglio violetto e quello bianco, il ginestrino, la lupinella e l’erba medica. Sono presenti, inoltre, molte dicotiledoni dai fiori variamente colorati: dal bianco del cerfoglio selvatico, del panace e della margherita al rosa della silene dioica e dell’ambretta, dal blu della salvia comune al giallo dei ranuncoli, della barba di becco e del tarassaco.
 
All’assortimento di differenti vegetazioni nei prati, fa da contraltare un’ancor maggiore ricchezza botanica nei pascoli degli alpeggi, dove si ritrovano non meno di una ventina di tipi di vegetazioni, che coprono una gamma amplissima di potenzialità foraggere (Bassignana e Bornard, 2001).
Sono state individuate circa 500 specie di piante, alcune delle quali, più abbondanti, caratterizzano particolari associazioni vegetali.
 
L’erba mazzolina domina alle quote più basse, nei pascoli ben fertilizzati, la festuca rossa e l’agrostide nei pascoli di media fertilità, mentre il cervino è presente soprattutto nei pascoli dai suoli acidi ed impoveriti. Le cotiche erbose sui versanti più caldi e soleggiati sono caratterizzate dalla sesleria, dal brachipodio, dalla festuca ovina e dall’eliantemo. Ancora più in alto, nelle praterie alpine, dominano l’elina, la carice ricurva e il profumato trifoglio alpino.
Share by: